Storia e filosofia

Seido Karate, come tutte le cose belle, è cominciata con un sogno.

Il 12 aprile 1966 Tadashi Nakamura è arrivato per la prima volta in America, aveva 24 anni e il suo scopo era diffondere il Kiokushinkai karate nel nord America.

Per 13 anni aveva dedicato tutto se stesso allo studio e all’insegnamento del karate in Giappone dove Kaicho Tadashi Nakamura cominciò ad allenarsi nel 1953 con il Maestro M. Oyama e più tardi fu la più giovane cintura nera di Kiokushinkai-Kan del Giappone.

Honbu-Plaque-webIl 15 ottobre 1976 Tadashi Nakamura fondò il suo stile di Karate a New York chiamandolo SEIDO, “la via sincera”. Il Seido Juku Karate è basato su una profonda comprensione dell’aspetto spirituale del karate e questa è la ragione per la quale Kaicho chiama il Seido Karate NINGEN KARATE, “il volto umano del karate” dove una parte molto importante dell’allenamento è occupata dalla meditazione.

La filosofia Seido è incapsulata in tre parole: sonkei (rispetto), ai (amore), e jujun (obbedienza). Questi tre principi sono rappresentati da tre cerchi concentrici nel simbolo del fiore di susino (che è il simbolo della famiglia Nakamura). Questi tre principi furono suggeriti a Kaicho Nakamura da una lettera di congratulazioni che sua madre gli inviò a seguito del suo matrimonio, che recitava“Ogni giorno io prego per entrambi. Vi auguro una lunga vita senza rammarichi, rispettandovi l’un l’altra, maturando il vostro amore l’uno per l’altra, e mantenendo sempre sentimenti reciproci di obbedienza.”.

Il Dojo deve rappresentare un punto di riferimento per coloro che vengono ad allenarsi, una seconda casa dove poter trovare un aiuto sicuro, un luogo ove si allena corpo e mente. “Costruirai forti e durevoli rapporti di amicizia con le altre persone, seguendo questa disciplina in maniera sincera e costante”.

Lo scopo di Kaicho è far sì che Seido Karate venga visto come il perfetto esempio della vera arte marziale, un’arte che sviluppa l’intera persona, non solo il suo stato fisico.